Il collettivo italiano Autistici/Inventati è stato sanzionato dagli Stati Uniti. Una storia che parla di Internet, privacy, libertà e del web che abbiamo conosciuto.
LoFaiOnline non si occupa di politica, per scelta.
Da quando esiste, questo sito ha cercato di fare una cosa molto semplice: aiutare le persone a fare qualcosa su Internet. Spiegare come utilizzare un servizio, compilare una domanda, risolvere un problema, capire come funziona uno strumento.
Ho sempre tenuto separato questo “aiutare le persone” dal “informarle per uno scopo collettivo”. Sono due cose che considero entrambe importanti, ma che ho scelto di mantenere distinte.
A volte, però, succedono cose che fanno cadere qualsiasi pre-impostazione.
Questa è una di quelle volte.
Il mio primo Internet
Pur avendo frequentato una scuola di informatica, ho iniziato ad approcciarmi realmente ai computer in un Centro Sociale Occupato, nel 2003, quando avevo 16 anni.
È lì che ho imparato davvero a usare un PC e, soprattutto, che ho avuto accesso a documentazione, strumenti e materiale informativo che circolava sul web.
Ripensandoci oggi, sembra quasi naturale che internet allora potesse apparire come una delle possibilità più concrete di costruire qualcosa di orizzontale, condiviso e più vicino all’idea di libertà.
Internet è nato anche all’interno di programmi militari e la storia della rete si è sviluppata parallelamente a quella della sorveglianza e dello spionaggio. Ma per un ragazzo di 16 anni che entrava per la prima volta in quel mondo, scoprire una rete di attivisti che utilizzava la tecnologia per difendere privacy, anonimato e libertà di comunicazione aveva qualcosa di quasi incredibile.
Mi sembrava di essere entrato in contatto con dei supereroi.

Prima dei social network
Quel mondo non nasceva dal nulla.
Negli anni Novanta, realtà come Isole nella Rete avevano già iniziato a fornire spazio online ai movimenti sociali, in un periodo in cui Internet era ancora lontanissimo dalla diffusione di massa che avrebbe raggiunto negli anni successivi.
Nei centri sociali nascevano HackLab e nuovi progetti. Circolavano esperienze come Indymedia, Autistici, Inventati ed ECN.
Nel 2001 nasceva Autistici/Inventati, con il primo server, chiamato Paranoia.
Da allora il collettivo avrebbe continuato a costruire e mantenere infrastrutture digitali dedicate alla comunicazione indipendente.
Alla base del progetto ci sono da sempre principi esplicitamente politici: antifascismo, antimilitarismo, anticapitalismo, anonimato, tutela della privacy, software libero e libera circolazione della conoscenza.
Non è mai stato un normale servizio di hosting commerciale.
A/I è una realtà autogestita, senza una struttura aziendale tradizionale, sostenuta attraverso donazioni e autofinanziamento. Nel corso degli anni ha fornito servizi di posta elettronica, hosting, blog, mailing list e altri strumenti di comunicazione.
Tra questi c’è Noblogs.org, una piattaforma che permette di creare blog senza affidarsi ai normali meccanismi pubblicitari e di raccolta dati delle grandi piattaforme commerciali.
È un modello di Internet molto diverso da quello che conosciamo oggi.
Ed è proprio questo il punto.
Quando Internet diventa terreno di scontro
Nel corso degli anni A/I ha dovuto affrontare diverse vicende giudiziarie e tentativi di oscuramento.
Una delle più note risale al 2004, quando il collettivo ospitava il sito satirico Zenmai, che riproduceva graficamente il sito di Trenitalia per denunciare il coinvolgimento dell’azienda nel trasporto di mezzi militari destinati alla guerra in Iraq.
Trenitalia chiese la rimozione del sito.
Inizialmente A/I fu costretta a rimuoverlo, ma nel frattempo la parodia aveva iniziato a circolare su Internet attraverso copie e mirror.
La vicenda giudiziaria si concluse con l’accoglimento delle richieste di A/I e con Trenitalia condannata al pagamento delle spese legali.
È uno dei primi esempi di quella che oggi chiameremmo, con un termine diventato famoso anni dopo, la Streisand effect: cercare di eliminare qualcosa da Internet e ottenere esattamente il risultato opposto, moltiplicandone la diffusione.
Un’altra vicenda riguarda invece proprio Aruba, l’azienda che ancora oggi ospita LoFaiOnline.
Nel 2004 A/I utilizzava Aruba come provider. In seguito a un’indagine, la Polizia ebbe accesso al server e furono effettuate copie dei dati presenti sui dischi, comprese informazioni relative alle chiavi utilizzate per proteggere le comunicazioni.
All’epoca l’intervento fu presentato da Aruba come un’interruzione dovuta a problemi tecnici. Solo successivamente A/I venne a conoscenza, attraverso documentazione relativa ad altre indagini, di quanto era realmente accaduto.
Non serve nemmeno entrare nelle “interpretazioni più estreme” di quella vicenda per capire una cosa: se la tua infrastruttura dipende completamente da un’altra organizzazione, non sei tu ad avere l’ultima parola su ciò che può accadere ai tuoi dati.
Queste esperienze hanno contribuito a spingere A/I a sviluppare infrastrutture sempre più distribuite, ridondanti e attente alla privacy.
L’obiettivo era semplice: ridurre il più possibile i punti in cui un’autorità, un’azienda o un singolo fornitore potesse spegnere tutto.
26 agosto 2026
Ed eccoci a oggi.
Il 26 agosto 2026 il governo degli Stati Uniti ha designato Autistici/Inventati come Specially Designated Global Terrorist (SDGT).
Contestualmente, il collettivo è stato inserito nella Specially Designated Nationals and Blocked Persons List (SDN List) gestita dall’OFAC, l’ufficio del Dipartimento del Tesoro americano che amministra le sanzioni economiche e finanziarie. La scheda ufficiale identifica A/I come entità SDGT e indica come tipologia di attività “Data processing, hosting and related activities”.
Leggi il comunicato ufficiale del Dipartimento del Tesoro USA
Non si tratta quindi semplicemente di una dichiarazione politica o di una critica nei confronti di A/I.
Si tratta di una vera e propria designazione sanzionatoria, con conseguenze economiche e finanziarie.
Perché gli Stati Uniti hanno sanzionato A/I?
Qui è importante distinguere i fatti dalle opinioni.
Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, A/I avrebbe fornito infrastrutture, strumenti e servizi digitali a cellule Antifa e ad altri estremisti della sinistra radicale, compresa un’organizzazione terroristica straniera designata dagli Stati Uniti. Washington cita, tra gli strumenti messi a disposizione, servizi di hosting, comunicazioni cifrate, videoconferenze, streaming e strumenti per l’anonimato.
Il Dipartimento di Stato americano descrive A/I come un’organizzazione estremista con sede in Italia che fornirebbe infrastrutture digitali a gruppi violenti.
A/I respinge integralmente queste accuse.
Il collettivo sostiene invece di aver sempre fornito strumenti di autodifesa digitale e infrastrutture per permettere ad attivisti, persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.
Leggi la dichiarazione di Autistici/Inventati
Questa distinzione è fondamentale.
Perché fornire infrastruttura a qualcuno non significa necessariamente controllare ciò che quella persona fa attraverso quell’infrastruttura.
Un servizio di posta elettronica non scrive le email dei propri utenti.
Un servizio di hosting non scrive gli articoli pubblicati sui siti che ospita.
Una piattaforma non diventa automaticamente responsabile di ogni opinione espressa attraverso di essa.
Il problema, in questo caso, è che secondo la posizione americana anche la fornitura di infrastrutture tecnologiche a determinati soggetti può costituire una forma di supporto sanzionabile.
Ed è proprio qui che, a mio avviso, si apre una questione molto più grande di Autistici/Inventati.
Quando proteggere la privacy diventa sospetto
A/I non ha mai nascosto la propria posizione politica: è una realtà antifascista, antimilitarista e anticapitalista.
Non è un’azienda neutrale che improvvisamente si è trovata coinvolta in una controversia internazionale.
Ma proprio per questo la questione diventa interessante. Perché un conto è sostenere politicamente determinate idee.
Un altro è considerare la fornitura di strumenti tecnologici e di comunicazione come una forma di supporto a ciò che gli utenti fanno attraverso quegli strumenti.
È una distinzione che potrebbe avere conseguenze molto più ampie.
Se un provider offre una casella email cifrata, fino a che punto è responsabile dell’utilizzo che ne fa l’utente?
Quando un servizio permette di pubblicare anonimamente, deve essere considerato complice di ciò che viene pubblicato?
Se una piattaforma protegge l’identità dei propri utenti, la tutela dell’anonimato può diventare essa stessa un elemento sospetto?
Sono domande che riguardano A/I, ma che riguardano anche il futuro di Internet.
Cosa succede dal 25 settembre?
È importante precisare una cosa: le sanzioni non entreranno in vigore il 25 settembre. Sono già operative dal 26 agosto.
Il 25 settembre rappresenta invece una scadenza particolarmente importante.
L’OFAC ha infatti previsto un periodo durante il quale determinate operazioni possono essere concluse per permettere a soggetti interessati di interrompere i rapporti con A/I. La General License 36 autorizza infatti il wind down di determinate transazioni fino alle 00:01 del 25 settembre 2026.
Consulta la documentazione OFAC sulla General License 36
Dopo quella scadenza il quadro diventerà ancora più difficile per chi intrattiene rapporti soggetti alla normativa statunitense con il collettivo.
E gli effetti possono andare ben oltre gli Stati Uniti.
Una banca, un provider, un’azienda tecnologica o un fornitore europeo non è automaticamente soggetto a tutte le stesse proibizioni previste per un soggetto statunitense.
Ma esiste un problema molto concreto: il rischio percepito.
Un’azienda può decidere che mantenere un rapporto con un piccolo collettivo italiano inserito nella lista OFAC sia semplicemente troppo rischioso.
E infatti le prime conseguenze sono arrivate rapidamente.
Il dominio autistici.org ha avuto problemi di raggiungibilità, mentre il collettivo ha dovuto affrontare problemi che hanno coinvolto diversi servizi, compresa la piattaforma Noblogs.
Anche sul piano finanziario le conseguenze sono state immediate.
Banca Etica ha comunicato di aver innalzato il profilo di rischio di A/I e di aver sospeso temporaneamente l’operatività del conto in attesa di ulteriori approfondimenti, spiegando i rischi che una banca italiana potrebbe correre mantenendo rapporti con un soggetto inserito nelle liste OFAC.
Nei giorni successivi, la situazione è ulteriormente peggiorata e il conto di A/I presso Banca Etica è risultato non più attivo. Anche PayPal ha bloccato l’account utilizzato dal collettivo.
Leggi la posizione ufficiale di Banca Etica
Non è quindi soltanto una questione di “oscurare un sito”.
È possibile che il vero effetto delle sanzioni sia creare una situazione nella quale mantenere in piedi l’intera infrastruttura diventi progressivamente sempre più difficile.
Internet è davvero ancora nostro?
È qui che torno alla ragione per cui ho deciso di scrivere questo articolo.
Internet, nel corso di vent’anni, è cambiato radicalmente.
Quello che un tempo era un insieme relativamente frammentato di siti, forum, blog, server indipendenti e comunità è diventato in gran parte un ecosistema dominato da poche enormi piattaforme.
Google decide cosa vediamo.
Meta decide quali contenuti raggiungono le persone.
Amazon gestisce una parte enorme dell’infrastruttura cloud.
Apple e Google controllano gli ecosistemi degli smartphone.
I social network raccolgono quantità enormi di informazioni sulle nostre abitudini.
Non sto dicendo che tutto questo sia necessariamente male.
Sto dicendo che abbiamo progressivamente delegato una quantità enorme della nostra vita digitale a soggetti che hanno interessi economici propri.
E quando qualcosa viene centralizzato, diventa anche molto più semplice controllarlo.
Non credo che Internet sia necessariamente destinato a diventare uno strumento di sorveglianza totale.
Ma credo che sia diventato molto più importante difendere la possibilità di costruire anche infrastrutture diverse.
Infrastrutture che non abbiano necessariamente bisogno di pubblicità.
Che non abbiano bisogno di profilare ogni utente.
Di trasformare ogni comportamento in una fonte di profitto.
Che permettano alle persone di comunicare anche quando ciò che dicono non è gradito a qualcuno.
Perché esprimo solidarietà ad Autistici/Inventati
Non condivido necessariamente ogni posizione, ogni iniziativa o ogni scelta fatta da A/I. Ma riconosco il valore storico di quello che rappresenta.
Per me Autistici/Inventati è una delle poche realtà che in Italia ha continuato per oltre venticinque anni a sostenere concretamente un’idea di Internet nella quale privacy, anonimato, conoscenza e libertà di comunicazione non siano semplicemente prodotti da vendere.
È anche una parte della storia del mio rapporto con Internet.
Ed è per questo che, questa volta, ho deciso di fare un’eccezione alla regola che mi sono dato per LoFaiOnline.
Non sto trasformando questo sito in un sito politico.
Sto semplicemente raccontando una vicenda che considero importante per la storia di Internet e spiegando perché, personalmente, mi riguarda.
Ma allora come supportare Autistici/Inventati?
In questo momento bisogna prestare particolare attenzione.
A/I stessa invita alla prudenza e mette in guardia dal compiere iniziative di solidarietà che possano creare conseguenze legali o finanziarie.
Non è quindi il momento di dire semplicemente “fate una donazione”.
È il momento di informarsi e di informare.
Il collettivo indica diverse forme di sostegno che non richiedono necessariamente un trasferimento di denaro:
- Raccontare la storia: condividere informazioni sulla vicenda, scrivere articoli, parlarne e far conoscere ciò che sta accadendo
- Coinvolgere altre realtà: invitare associazioni, progetti e organizzazioni interessate ai diritti digitali a documentare e discutere la vicenda.
- Preservare gli archivi: effettuare copie locali dei contenuti pubblicati sulle piattaforme A/I, prestando attenzione agli aspetti legali prima di ripubblicarli o ospitarli altrove.
- Documentare ciò che accade: conservare comunicazioni, notifiche, interruzioni di servizio e altri elementi utili a ricostruire gli effetti delle sanzioni.
- Informarsi prima di qualsiasi sostegno economico: le sanzioni OFAC rendono particolarmente delicati i trasferimenti di denaro e i rapporti finanziari con A/I. Prima di effettuare qualsiasi operazione è opportuno verificare la situazione giuridica applicabile.
In altre parole, oggi la solidarietà più semplice potrebbe essere proprio quella di non lasciare che questa storia passi inosservata.
Una storia che vale la pena conoscere
Venticinque anni fa, un gruppo di persone si mise intorno a un vecchio computer e iniziò a costruire qualcosa.
Lo chiamarono Paranoia.
Da quel server sono nati anni di infrastrutture, servizi, siti, blog, caselle di posta e strumenti utilizzati da migliaia di persone.
Nel frattempo Internet è diventato una delle infrastrutture più importanti della nostra società.
E oggi un piccolo collettivo italiano che ha costruito una parte di quella storia è stato inserito dal governo degli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni soggette alle sanzioni antiterrorismo.
Si può essere d’accordo o meno con le idee politiche di Autistici/Inventati.
Possiamo discutere delle accuse americane.
Si può anche ritenere che determinate organizzazioni non debbano avere accesso a determinati strumenti.
Ma credo che una domanda debba rimanere aperta:
chi decide quando fornire uno strumento di comunicazione diventa terrorismo?
Perché la risposta a questa domanda non riguarda soltanto Autistici/Inventati.
Riguarda il modo in cui immaginiamo Internet. E forse anche il tipo di Internet che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.
Dichiarazione di Autistici/Inventati
Il collettivo ha respinto integralmente le accuse del governo statunitense e ha ribadito il proprio impegno nella fornitura di strumenti di autodifesa digitale e comunicazione libera.
Leggi la dichiarazione completa di Autistici/Inventati
L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di esprimersi e di lottare per l’umanità.
Autistici/Inventati — “Socializzare saperi senza fondare poteri”
Stay human.
Fonti e approfondimenti
- Autistici/Inventati — Chi siamo
- Dipartimento del Tesoro USA — comunicato del 26 agosto 2026
- OFAC — designazioni e General License 36
- Dipartimento di Stato USA — designazione di Autistici/Inventati
- Autistici/Inventati — dichiarazione sulle sanzioni
- Autistici/Inventati — aggiornamenti sulle conseguenze della designazione
- Banca Etica — comunicato sulla situazione di Autistici/Inventati
Nota dell’autore
Questo articolo rappresenta una riflessione personale dell’autore e non modifica la linea editoriale abituale di LoFaiOnline, che continua a occuparsi principalmente di guide, servizi online e tecnologia.
Le accuse rivolte ad Autistici/Inventati dal governo degli Stati Uniti sono riportate come accuse e sono state integralmente respinte dal collettivo. Le valutazioni espresse nella parte editoriale appartengono all’autore.

Libero professionista classe 1987. Mediattivista dal 2003. Crea tutorial pratici per operazioni online, testati passo-passo e documentati con screenshot reali dal 2020. Fondatore del canale YouTube LoFaiOnline e di Archiviotruffe.it.
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